Viviamo tempi difficili e la richiesta di esempi utili a ritrovare quantomeno la speranza registra numeri esorbitanti. Con i suoi libri autobiografici, Gianluca Gotto è stato bravo a intercettare questa domanda.

Tenuto conto delle opportunità che mancano, dei soldi che non arrivano e del futuro che fa paura, in giro la domanda di una guida spirituale o almeno di un esempio salvifico da seguire è ai massimi storici. Con i suo libri Gianluca Gotto è stato bravo a infilarsi in questa bella fetta di mercato con il suo faccione da bravo ragazzo e la sua voce rassicurante. Ma cosa offre Gianluca ai suoi lettori?
Girando sul blog ufficiale “Mangia Vivi Viaggia”, nella pagina dedicata ai sei libri dell’autore torinese, ci si ritrova difronte a sinossi che lasciano intendere la natura autobiografica di quasi tutti gli sforzi letterari del trentacinquenne amante dei viaggi. A ben guardare si ha un po’ l’impressione di trovarsi difronte ai bugiardini di medicinali che guariscono le malattie dell’anima: “Vorresti ritrovare la serenità che hai perso e mantenerla sempre, indipendentemente da quello che ti accade?”, allora “ti consiglio” questo libro; “Senti che la tua vita è diventata troppo fredda e stressante?”, allora “ti consiglio” quest’altro.
Sembra di stare in una farmacia dove si vendono medicinali per curare il male d’esistere. L’acquirente non deve far altro che scorrere i sintomi curati da ciascun libro, capire quello che più gli si addice e procedere all’acquisto. Troppo semplice e troppo bello per essere vero. Ma la voglia di guarire è tanta e l’ottimismo confortante di Gianluca è contagioso. Un incontro perfetto tra domanda e offerta che stando alle cronache ha portato alla vendita di un milione di copie.
‘Profondo come il mare, leggero come il cielo’ di Gianluca Gotto: pro e contro
Nel penultimo libro di Gotto, pubblicato 2023, troviamo consigli pratici su come recuperare la serenità, imboccare la strada della saggezza e cambiare la vita in meglio. L’autore definisce, non senza un pizzico di vanità, ‘Profondo come il mare, leggero come il cielo’ un “saggio”. Gotto descrive l’impianto filosofico del Buddismo partendo dalla sua esperienza personale. E di una cosa gli va dato atto: ha studiato con attenzione la materia. Infatti l’indice bibliografico al temine del libro è di tutto rispetto.

Dopo aver contratto la febbre Dengue, Gianluca ha sofferto uno degli effetti collaterali più subdoli della malattia: la depressione. Trovandosi a Bali, il luogo più mistico e spirituale dell’Indonesia conosciuto non a caso come ‘l’isola degli dei’, l’autore ha cercato aiuto in un tempio buddista e da lì ha avuto inizio un percorso di guarigione lungo e impegnativo, che alla fine ha illuminato la sua vita, cambiandolo per sempre.
Ripercorrendo il sentiero che lo ha condotto sulla Via di Mezzo, Ivan Gotto spiega con perizia le intuizioni geniali del Buddha filosofo, mistico e asceta. Buddha non ha lasciato nulla di scritto, quindi i suoi discepoli hanno dato vita a un numero considerevole di interpretazioni tra loro eterogenee, generando altrettanti sistemi di pensiero, con relative tecniche e pratiche spirituali. Ciò nonostante, le basi di partenza sono le stesse: l’impermanenza e la non-dualità dell’esistente visibile e invisibile; la sofferenza come elemento costitutivo e quindi ineludibile dell’esistenza, che alimentata dal desiderio, simile a un fuoco inestinguibile in ognuno di noi, è causa di continua sofferenza a cui mettere un freno attraverso la capacità di discernere tra l’essenziale e il superfluo, che è poi la Via di Mezzo, la quale può essere imboccata solo attraverso la meditazione.
Questi, assieme agli altri pilastri concettuali e alle pratiche del Buddismo, vengono ripresi incessantemente da Gotto. Aspetto che rappresenta il lato positivo e negativo del suo libro. Le ripetizioni aiutano a fissare i concetti. Allo stesso tempo, sebbene le spiegazioni siano corroborate da esperienze vissute in prima persona, il loro continuo ripetersi si tramuta bene presto in una fastidiosa ridondanza, appesantita ulteriormente da una scrittura per lo più monocorde, che spesso inciampa nelle frasi fatte dei guru motivazionali e dei life coach.
Mancando le sfumature e gli slanci necessari a stimolare la lettura, dopo i due terzi del libro si fa gran fatica a proseguire fino all’ultima pagina. Ciò non toglie che ‘Profondo come il mare, leggero come il cielo’ sia un ottimo spunto da cui partire per riconoscere e riflettere sugli aspetti tossici della vita moderna.
Testo di Michele Lamonaca
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