Riflessioni intime sulla culture di massa

Brevi recensioni letterarie, senza sconti: Molto molto tanto bene di Caterina Bonvicini

Quanto poco sappiamo delle persone che affrontano il viaggio della speranza nel tratto di Mediterraneo tra l’inferno libico e le coste dell’Italia meridionale. Il libro della Bonvicini riduce le distanze tra noi e loro

L’opera autobiografica di Caterina Bonvicini, Molto molto tanto bene, pubblicato da Einaudi nel 2024, ha il merito di squarciare il velo della nostra ignoranza e di metterci difronte alla complessità del fenomeno migratorio.

Brevi recensioni letterarie, senza sconti Molto molto tanto bene di Caterina Bonvicini
Brevi recensioni letterarie, senza sconti Molto molto tanto bene di Caterina Bonvicini – parolepop.altervista.org

 

Siamo assuefatti ai servizi televisivi lunghi quanto spot pubblicitari, che riducono i barconi stipati e i migranti con addosso le coperte termiche a immagini stereotipate, buone solo per i post propagandistici dei politici.

Molto molto tanto bene di Caterina Bonvicini: pro e contro

La Bonvicini, testimoniando la sua esperienza sulle navi Ong e soprattutto il tentativo di regalare una vita migliore a una ragazza ivoriana con due figli piccoli, ci permette di intravedere la realtà nascosta dietro le immagini preconfezionate. Un mosaico purtroppo vastissimo di esistenze tra loro differenti per cultura, religione, provenienza geografica ed estrazione sociale, tutte accomunate dalla durezza di un viaggio che attraversa il deserto, la crudeltà delle guardie libiche e le pericolose acque del Mediterraneo. Una babele di desideri, traumi, speranze, paure, ma anche di malattie fisiche e mentali.

Molto molto tanto bene di Caterina Bonvicini: pro e contro
Molto molto tanto bene di Caterina Bonvicini: pro e contro – parolepop.altervista.org

Il libro della Bonvicini riduce la distanza tra noi e queste persone. Ci aiuta a immaginare lo straniamento che possono provare quando mettono piede in Occidente. Ci aiuta a scorgere quanto sia complicato per loro adeguarsi a usi e costumi totalmente estranei, con l’aggravante della totale mancanza di assistenza adeguata e mediazione culturale.

Un libro breve, a metà tra il reportage giornalistico e la narrativa, realizzato con mestiere, che sembra scritto in fretta, forse per liberarsi dal dolore, quello provato dall’autrice dopo l’evoluzione inaspettata del rapporto con la giovane ivoriana e sui due piccoli bambini. Ma proprio perché vissuta in prima persona, la storia regala frammenti di verità accecanti sull’impossibilità di comprendere fino in fondo gli altri.

 

Testo di Michele Lamonaca
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