Riflessioni intime sulla culture di massa

Brevi recensioni letterarie, senza sconti: Il gioco di Gerald di Stephen King

Il gioco di Gerald di Stephen King è un viaggio nelle sinapsi di Jessie, la protagonista del romanzo. Un’opera tagliente e sofisticata contro il dogma del maschiocentrismo.

Pubblicato nel 1992, Il gioco di Gerald di Stephen King è un viaggio nelle sinapsi di Jessie, la protagonista del romanzo. Tra le abilità dello scrittore americano, c’è senza dubbio quella di dissezionare la psicologia dei personaggi con la stessa abilità di un medico legale alle prese con un corpo senza vita. Nella costruzione del personaggio Jessie Mahout, moglie dell’avvocato Gerald Burlingame, King offre un esempio superbo di questa sua capacità.

Brevi recensioni letterarie, senza sconti: Il gioco di Gerald di Stephen King
Brevi recensioni letterarie, senza sconti: Il gioco di Gerald di Stephen King – parolepop.altervista.org

Le voci di dentro che si affollano nella mente di Jessie sono tante quanti i tratti della sua personalità. Suggeriscono, ammoniscono, si scontrano tra loro orchestrando un contrappunto sempre più drammatico. La Brava Mogliettina Burlingame è una donna senza spina dorsale. È la Jessie che ha rinunciato al gratificante lavoro di insegnante su richiesta del marito per meri motivi fiscali, sprofondando nell’apatia di una vita agiata. Ruth Neary è la compagna del college che si fa portavoce della Jessie insofferente al conformismo e alle ingerenze del marito. Frugolino è la Jessie bambina in camicia da notte molestata dal padre quando aveva solo dieci anni.

Soprattutto queste tre, assieme alla altre “voci ufiche” alloggiate nella mente della protagonista, assisteranno Jessie, ognuna a suo modo, come navigatrici e copilote nella corsa contro il tempo che scatta quando il gioco erotico voluto da Gerald prenderà la forma di un incubo. Una gara di velocità che ha come premio la salvezza dalla morte per inedia, disidratazione, pazzia e dalle altre inimmaginabili tragiche eventualità che possono strappare la vita a una donna prossima ai quarant’anni, ammanettata a letto, nella casa al lago isolata dal resto del mondo, in compagnia del cadavere senza vita del marito.

Il gioco di Gerald di Stephen King: pro e contro

La mente di Jessie è come un’auto da rally, con a bordo le “voci ufiche”, lanciata all’impazzata su un percorso disseminato di ostacoli micidiali. Cambi di direzione così repentini da stravolgere le convinzioni più profonde, rettilinei talmente estenuanti da mettere a dura prova la stabilità mentale, curve a gomito che nascondono ricordi angoscianti e presenze inquietanti.

Il gioco di Gerald di Stephen King: pro e contro
Il gioco di Gerald di Stephen King: pro e contro – parolepop.altervista.org

Rendere conto del dissesto sia mentale che fisico scatenato dalla trappola in cui si ritrova Jessie, mantenendo sempre alto l’interesse del lettore, richiede grande controllo della scrittura. Controllo che King a tratti, nelle prime pagine del romanzo, sembra perdere di vista. La storia parte con fatica, non carbura subito. A volte il rimuginio della protagonista si avvita così tanto da risultare di difficile comprensione. Ma una volta preso l’abbrivio, King procede spedito e sicuro tra i ricordi, le paure e le soluzioni escogitate da Jessie per trarsi in salvo, sebbene in alcuni casi i battibecchi tra le voci interiori appaiano ridondanti. Altro aspetto rimarchevole è come King sappia vestire i panni del neuroscienziato, tenendo traccia scrupolosa del dialogo inesauribile tra sentimenti, sensazioni e biochimica del corpo umano.

L’eclissi solare totale del 20 luglio 1963 incombe costantemente come uno spauracchio. Il sole che si spegne è il simbolo dell’oscurità piombata nella vita di Jessie in quello stesso giorno, quando subì le molestie sessuali di suo padre Tom. Simbolo presente nel romanzo Dolores Claiborne, che in origine, con Il gioco di Gerald, avrebbe dovuto formare un’opera unica. Di qui la spiegazione, rimasta inevasa nel romanzo, della visone telepatica che Jessie ha durante l’eclissi. La donna che vede inginocchiata davanti alle assi spezzate di un pozzo è proprio Dolores, anche lei costretta a vivere un momento terribile mentre il sole in alto si riduce a uno spaventoso buco nero.

Jessie, debilitata dalla mancanza di acqua e cibo, combatte per salvarsi la vita, ma le riesce sempre più difficile distinguere la veglia dal sonno, lo stato cosciente dal sogno. Mentre lo stato allucinatorio si aggrava, nella camera da letto che è diventata la sua prigione avvertirà una presenza oscura. Una “forma”, immobile, silenziosa, terrificante. Jessie vacillerà pericolosamente sull’orlo della pazzia. La verità celata dietro la presenza minacciosa supererà ogni immaginazione, imponendo alla storia uno snodo narrativo imprevedibile e altrettanto agghiacciante.

Il gioco di Gerald, che appartiene alla cosiddetta Trilogia delle donne di King assieme ai romanzi Dolores Claiborne e Rose Madder, è un’elegante messa in scena dei danni inflitti al libero sviluppo delle donne dalla cultura maschiocentrica, un’interferenza costante che infetta la psiche dei due sessi. Il risultato è un rapporto di subalternità della donna rispetto all’uomo talmente pervasivo da essere scambiato per un dogma. Imprigionate in questa dipendenza le donne inventano e si addossano colpe inesistenti per non ammettere che il vero orco è l’uomo che hanno difronte; rinunciano alla realizzazione personale per stargli accanto; non vengono ascoltate, specie quando le loro parole mettono in dubbio o sovvertono le convinzione del maschio.

Jessie accetta il gioco erotico non tanto per piacere personale quanto per soddisfare suo marito, ma quando gli dice chiaramente che non ne ha più voglia, Gerald non l’ascolta, finge di non capire, e prosegue materializzando il pericolo di stupro. Questo è solo uno dei tanti momenti che spingono Jessie a prendere coscienza delle menomazioni che le hanno inflitto gli uomini più importanti della sua vita e che fanno di questo romanzo una denuncia tagliente e  sofisticata del maschiocentrismo.

 

Testo di Michele Lamonaca
Riproduzione riservata 

 

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