Simenon nel romanzo ‘Il viaggiatore del giorno dei Morti’ racconta lo scontro tra il giovane Gilles e la borghesia famelica di La Rochelle    

Pubblicato nel 1941, Il viaggiatore del giorno dei Morti è un “romanzo duro” di Simenon. Un romanzo di formazione che ha come protagonista il diciannovenne Gilles. Dopo aver girovagato per l’Europa assieme ai genitori, il ragazzo sarà chiamato ad affrontare il mondo spietato degli adulti, che il ricco Babin divide in “uomini e pecore”.

Il viaggatore del giorno dei Morti di Simenon: un coro magistrale di “lupi e pecore”
Il viaggiatore del giorno dei Morti di Simenon: un coro magistrale di “lupi e pecore” – parolepop.it

Magrissimo e dinoccolato, Gilles sbarca nel porto di La Rochelle alla vigilia del giorno dei Morti. Immerso nella nebbia giallastra della banchina, ignora il rispetto e il timore che gli abitanti della ricca cittadina di mare dedita al commercio tributano al suo cognome.
Non sa ancora d’essere l’unico erede di un’immensa fortuna. Quella accumulata dallo zio Octave Mauvoisin, uomo d’affari cinico e spietato. Ma lo scoprirà subito, il giorno dopo il suo arrivo.

A questo punto la fortuna sembra finalmente irrompere nella vita del giovane Gilles che ha perso da poco i genitori, entrambi artisti nei circhi e nei teatri di varietà, morti asfissiati in un albergo di Trondheim dalle esalazioni di monossido della stufa. Oltre all’azienda di autotrasporti e alle quote azionarie delle aziende più importanti della provincia, erediterà degli incartamenti molto speciali. Documenti compromettenti, prove inconfutabili con cui lo zio Octave teneva sotto scacco rivali e politici, rei impuniti di colpe ignominiose.

Un mucchio di avidi ipocriti, riuniti nel famigerato “Sindacato” per far quadrato contro chiunque provi a intralciare i loro affari. Faranno lo stesso con Gilles cercando di circuirlo, sicuri della sua ingenuità e inesperienza. Ma Gilles non è un allocco e quando decide di allontanarli, proveranno a sabotare il suo impero economico. Per nulla intimorito, il ragazzo accetterà lo scontro e allo stesso tempo dovrà far chiarezza nel suo giovane cuore dibattuto tra l’infatuazione per una ragazza del posto e l’amore inconfessabile per la giovane sposa del defunto zio Octave.

Il viaggiatore del giorno dei Morti di Simenon: pro e contro

Simenon, con la maestria del grande giallista quale è, aumenta la tensione con una vicenda giudiziaria che metterà nei guai prima l’amante e poi la stessa vedova Mauvoisin sui quali pende l’accusa di omicidio. La penna dello scrittore belga racconta con ironia e realismo la vita brulicante nelle strade nebbiose di Rochelle. Alla stregua di un pittore di consumata esperienza e grande talento, gli bastano poche pennellate per materializzare negli occhi del lettore vizi e virtù della borghesia alta e piccola. Gli bastano un gesto, una smorfia, ma anche un dettaglio dell’abbigliamento per scolpire con l’accuratezza di un cesellatore l’indole dei personaggi.

Il viaggiatore del giorno dei Morti di Simenon: pro e contro
Il viaggiatore del giorno dei Morti di Simenon: pro e contro – parolepop.it

Ma Simenon sa bene che la loro caratterizzazione passa anche e soprattutto attraverso la parlata. Ed ecco che con grandissima abilità ci regala una variazione diastratica degna di uno splendido coro a più voci, il gioiello nascosto tra le righe del romanzo per raccontare il microcosmo borghese affaccendato nelle strade di La Rochelle.

Simenon riproduce con magnifico realismo il tono viscido e lascivo di Babin, ricco imprenditore dedito ai piaceri della tavola e della carne. Con la stessa facilità tiene conto della sfrontatezza e della superficialità con cui si esprime un giovane perdigiorno, cugino di Gilles, che ha come unica missione quella di sperperare denaro nelle bettole e sui tavoli da gioco. Questi sono solo due esempi della varietà di voci che anima e colora il romanzo.

Ma lo scrittore belga non si ferma qui. Con un’invenzione efficacissima riassume il pomposo, vacuo e cerimonioso conversare dei borghesi arrivando a stilizzarlo e a esemplificarlo più volte quando usa le virgolette del discorso diretto per racchiudere frasi cariche di formule solenni e di cortesia, tra le quali è necessario rovistare per cavarne fuori le informazioni che davvero contano. Le frasi sono spezzate a metà dai punti di sospensione, che simboleggiano perfettamente l’inutile prolissità dei ragionamenti da cui sono state estrapolate.

Con mano sicura, Simenon ingarbuglia e sbroglia l’intreccio, che procede sicuro come un treno nella notte, sulle note di una prosa che ha l’eleganza di un abito da sera e la precisione del bisturi. Gilles affronterà in tempi stretti un percorso di maturazione che lo porterà a scegliere tra una vita agiata ma prigioniera dei soldi e l’esistenza libera degli artisti, già assaporata assieme ai genitori, trascinandoci in un viaggio avvincente tra vizi e virtù di un’epoca risalante alla metà del secolo scorso che condivide con la nostra molto più di quanto si possa immaginare.

 

Testo di Michele Lamonaca
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