Riflessioni intime sulla culture di massa

Brevi recensioni letterarie, senza sconti: Spilli di Greta Olivo

Il romanzo “Spilli, pubblicato nel 2023, segna l’ottimo esordio della giovane Greta Olivo. Trattandosi di un’opera prima, sorprende la sicurezza con la quale la scrittrice maneggia gli attrezzi del mestiere.

Livia vive a Roma in una famiglia sana, felice. È un talento dell’atletica, giovanissima, con due occhi azzurri che incantano, ma si vergogna degli occhiali. Soffre di una miopia che peggiora a ritmo serrato. Un segno che desta preoccupazione. Sulla famiglia di Livia aleggia l’ombra dell’ereditarietà legata a una malattia degenerativa che non lascia scampo e che ha colpito il nonno della ragazzina.

Brevi recensioni letterarie, senza sconti: Spilli di Greta Olivo
Brevi recensioni letterarie, senza sconti: Spilli di Greta Olivo – parolepop.altervista.org

In campeggio il desiderio di sostituire gli occhiali troppo spessi con le lenti a contatto rubate all’amica della madre le provoca una brutta congiuntivite, un problema risolvibile con i medicinali. Ma durante la visita medica arriva una seconda diagnosi, inattesa e implacabile: retinite pigmentosa. La paura covata in silenzio diventa realtà. Livia è destinata a diventare cieca, è solo questione di tempo.

Spilli di Greta Olivo: pro e contro

La scrittura di Greta Olivo bada al sodo, con una prosa senza manierismi, priva di passaggi forzatamente letterari. La storia è raccontata in prima persona da Livia. Scelta coraggiosa della scrittrice esordiente perché richiede grande padronanza nella caratterizzazione della voce narrante. Una sfida vinta dalla Olivo grazie alla paura condivisa con la protagonista. Anche lei ha convissuto con il timore di perdere la vista, come è accaduto a suo nonno, e ha quindi sfruttato questa sua esperienza come base di partenza per il romanzo.

Spilli di Greta Olivo: pro e contro
Spilli di Greta Olivo: pro e contro – parolepop.altervista.org

Al liceo la vista di Livia peggiora. Macchioline scure e tonde come teste di spilli invadono progressivamente il campo visivo della ragazzina. La Olivo ci aiuta a vedere con profonda compenetrazione ed efficace realismo come cambiano i gesti quotidiani e cosa può accadere nell’animo quando la funzione sensoriale più importante si spegne lentamente, nell’attesa angosciante che scompaia del tutto.

Livia vivrà un periodo di scoramento, costretta a rinunciare a gran parte delle esperienze che le sue coetanee possono e devono concedersi. Decide di iscriversi in un centro riabilitativo dove s’impara a leggere il Braille e a camminare con il bastone. Qui incontra un istruttore anche lui ipovedente, che la prenderà in custodia insegnandole tutto ciò che serve per muoversi in autonomia nel buio.

Per Livia ha inizio un percorso tormentato di consapevolezza e rinascita. Il risultato è un romanzo di formazione che avvince e convince, in cui la protagonista affronta una prova durissima, innanzitutto con sé stessa, rammentandoci che c’è luce anche nella peggiore delle oscurità.

 

Testo di Michele Lamonaca
Riproduzione riservata

Facebook